Spinto dalla sua appartenenza eporediese a una famiglia “olivettiana”, l’Autore ha cercato, da appassionato delle due ruote, quei legami che uniscono Olivetti al ciclismo. Come potrete leggere, molti avvenimenti creano un curioso percorso comune. È un connubio durato molti anni e iniziato alla fine dell’Ottocento, quando Camillo Olivetti, con i due soci Michele Ferrero e Dino Gatta, diede vita a un’impresa commerciale per l’importazione in Italia delle gloriose e preziose biciclette Victor della ditta Overman di Chicopee Falls, in Massachusetts. Già nel primo ventennio del secolo Novecento, a opera della direzione della Olivetti, erano organizzate escursioni, per lo più a piedi o in bicicletta nei dintorni di Ivrea e sulla Serra. Con Adriano Olivetti, oltre alla produzione industriale e alle conquiste tecnologiche, venne data grande importanza al sociale, alla cultura, all’architettura e anche allo sport. Dopo gli anni Cinquanta il Gruppo Sportivo Ricreativo Olivetti iniziò la sua ascesa verso i vertici dello sport, non solo piemontese. Vennero create sezioni dedicate a numerose specialità, fra cui l’atletica, lo sci alpino, il canottaggio, il tennis, la scherma, e tante altre. La storia proseguì con il ciclismo, le molte corse organizzate in Canavese e il Giro d’Italia, di cui già dal 1950 Olivetti iniziò a curarne il servizio stampa. Ma, per un destino comune, questo connubio andò esaurendosi negli anni Sessanta del secolo scorso, con la morte di Fausto Coppi e di Adriano Olivetti… Il volume ha un prezzo di copertina di € 20,00.
Alfonsina Strada, con la sua caparbietà e la sua ribellione, ha aperto la strada alle donne cicliste italiane, dimostrando che le donne possono fare tutto quello che fanno gli uomini.
Due “eroi”, che hanno fatto la storia del ciclismo in Canavese: l’imprenditore Fernando Perona, conosciuto come “Nando” e Carlo Bergoglio, per tutti “Carlin”, giornalista, scrittore e artista.
Come non pensare che un ragazzo nato in questa Valle, che pratichi e ami il ciclismo, ancor più se dotato delle caratteristiche fisiche del corridore, non sia un predestinato?
Il Campionissimo, visto da un’angolatura del tutto inedita. Quando lo sport era passione, fatica, sacrificio, dolore fisico, sforzo contro forze avverse.
La Provincia di Torino è stata la terra di origine di grandi campioni che magari hanno avuto un successo minore, ma che hanno saputo scrivere pagine importanti nella storia del ciclismo.
Dalla produzione e vendita di biciclette alle feste e manifestazioni ciclistiche della provincia di Torino, dalle grandi squadre alle gare, al Giro d’Italia e al Tour de France.